F.A.Q. (domande frequenti)

Come si crea l’alluce valgo?
Esiste un alluce valgo congenito, ovvero presente fin dalla nascita ed esiste un alluce valgo acquisito che si crea nel corso della vita per una serie di fattori intrinseci ed estrinseci.

Quali sono i fattori intrinseci ed i fattori estrinseci?
Per fattori intrinseci intendiamo quei fattori quali la lassita’ dei legamenti presenti nel piede, l’atteggiamento posturale, le malattie metaboliche presenti nell’individuo. Per fattori estrinseci intendiamo le calzature.

Quindi le scarpe o i tacchi non sono responsabili di tale patologia?
Assolutamente no ! Le calzature e i tacchi alti, solo se portate in maniera esagerata, possono aggravare la situazione e comunque tendo a sottolineare che non sono assolutamente la causa dell’alluce valgo.

E’ una patologia che si puo’ evitare?
Difficilmente si puo’ intervenire per modificare l’andamento della malattia. Se c’e’ una tendenza a sviluppare l’alluce valgo prima o poi tale deformita’ si realizzera’ e a nulla valgono tutte quelle pratiche tendenti ad annullare la patologia. Certo un plantare puo’ aiutare a rallentare la patologia ma di certo non la elimina.

Quando si deve ricorrere al Chirurgo per tale patologia?
Dopo aver provato e sperimentato le varie ortesi, plantari e quant’altro, se il piede comincia a far male ed indossare una calzatura diventa un supplizio allora e’ giunto il momento di consultare il Chirurgo.

In che cosa consiste l’intervento di correzione dell’alluce valgo?
Eliminare l’alluce valgo significa togliere la sporgenza ossea e raddrizzare il 1° dito del piede.
Questo lo si ottiene attraverso l’esecuzione di fratture delle ossa interessate e loro successivo riallineamento.

Esistono più tecniche per correggere l’alluce valgo?

Esistono tante tecniche per correggere l’alluce valgo. Noi le divideremo in tre grandi gruppi:

1. Tecniche cosiddette “tradizionali” che prevedono ferite più o meno ampie per effettuare le fratture di cui sopra ed utilizzo finale di mezzi di fissaggio (viti, fili, placchette etc.) per tenere ferme le fratture stesse.

2. Tecniche dove si effettuano piccoli tagli ed utilizzo finale di fili metallici per bloccare le fratture.

3. Tecniche cosidette “percutanee” perché l’intervento si effettua attraverso piccoli fori della pelle, con appositi piccoli trapani e senza l’uso finale di viti, fili metallici, placchette etc.

Lei quale consiglia?
Io consiglio la tecnica mininvasiva percutanea senza mezzi di fissaggio.
E’ una tecnica affidabile, sicura ovviamente in mani esperte.

Mi puo’ fornire ulteriori informazioni su questa tecnica?
Le suggerisco di andare in questo sito alle pagine “INTERVENTO", “In Breve“ oppure seguire i video esplicativi.

Il decorso post-operatorio?
Potete cliccare qui e scaricare la pagina delle istruzioni post- operatorie (in formato .pdf) che solitamente viene consegnata ai pazienti al momento delle dimissioni.