L’intervento

Primo in Italia ad importare la tecnica mininvasiva su pazienti affetti dalla patologia dell’alluce valgo, il dott. Giuseppe Lucattelli spiega in cosa consiste questa tecnica:
"Attraverso dei piccoli fori, fatti in corrispondenza di punti strategici dell’avampiede, è possibile effettuare l’intervento di correzione; inoltre vi è la totale assenza di cicatrici evidenti accompagnata da una ripresa immediata della deambulazione, tanto che il paziente può tranquillamente camminare dopo un’ora dall’intervento.

Nella stragrande maggioranza dei casi il dolore post-operatorio è praticamente assente tanto che il 95% dei pazienti operati viene al primo controllo, dopo 15 giorni circa riferendo di non aver avuto alcun dolore e di non aver preso nessun antidolorifico.
Un 5% riferisce, al contrario, qualche dolore, controllato con un antinfiammatorio (Oki, Brufen, Tachipirina etc.).

Nessun tipo di vite, placca, fllo o chiodo viene utilizzato per mantenere la correzione ottenuta, ma solo una fasciatura particolare che deve essere portata per 40 giorni, il tempo che le piccole fratture possano risaldarsi.
In termini funzionali i risultati ottenibili con l’intervento sono molto buoni. Essendo mininvasivo non vengono effettuati tagli profondi e di conseguenza non vengono alterate strutture importanti, ne la funzione di muscoli e tendini.
L’intervento è consigliato laddove la patologia ha prodotto deformità e con essa il dolore. Si
deve intervenire quando è presente un’impossibilità ad indossare calzature, dove ci sono callosità
dolorose, quando il camminare diventa difficile e crea sofferenza continua."